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Raccomandazioni IRC durante RCP in caso di soggetto affetto da Covid-19 rivolto ai soccorritori e operatori sanitari

L’emergenza sanitaria da Coronavirus espone tutti, operatori sanitari professionisti, volontari attivi e la popolazione che si presta alle manovre di primo soccorso, che vengono a contatto con soggetti infetti da Coivd-19.

Ogni volta che viene eseguita la Rianimazione Cardio-Polmonare, in particolare su una vittima sconosciuta, esiste un rischio di infezione, associato soprattutto alla valutazione del respiro e alla esecuzione delle ventilazioni di soccorso.

Italian Resuscitation Council intende integrare tali indicazioni con quelle fornite dalle istituzioni internazionali e in particolare da European Resuscitation Council (ERC) con lo scopo di offrire informazioni e suggerimenti aggiornati e affidabili.

E’ da tenere presente che i soggetti da considerare potenzialmente infetti da Sars-Cov-2 o affetti da Covid-19 sono le persone che presentano febbre, tosse, difficoltà respiratoria oppure se hanno:

  • soggiornato nei Paesi esteri con epidemia in atto o nelle aree italiane colpite da casi di infezione nei 14 giorni precedenti;
  • avuto contatto stretto con persone con infezione probabile o accertata.

Raccomandazioni Italian Resuscitation Council per la Rianimazione Cardio-Polmonare da parte della popolazione generale


Queste raccomandazioni si applicano a chiunque sia testimone di un arresto cardiaco nel quale sia necessario eseguire la Rianimazione Cardio-Polmonare e/o utilizzare un defibrillatore automatico o semiautomatico in ambiente extra-ospedaliero.

Rianimazione Cardio-Polmonare Adulti

Con lo scopo di incoraggiare l’esecuzione della Rianimazione Cardio-Polmonare riducendo i rischi per il soccorritore e in attesa di nuove evidenze scientifiche, Italian Resuscitation Council raccomanda, in caso di soggetto adulto in arresto cardiaco con sospetta o accertata infezione COVID-19, di eseguire la Rianimazione Cardio-Polmonare con le sole compressioni toraciche, seguendo questo algoritmo:

  • Valutare la coscienza scuotendo la vittima nella parte inferiore del corpo;
  • Valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima;
  • Chiamare il 112/118 per ricevere assistenza dall’operatore di centrale segnalando il sospetto che si tratti di paziente con infezione da COVID-19;
  • Seguire le indicazioni dell’operatore di centrale;
  • Se la vittima non è cosciente e non respira o non respira normalmente, iniziare le compressioni toraciche senza ventilazioni, mettendo le mani al centro del torace e spingendo con profondità di 5-6 cm e frequenza di 100-120 min, senza interruzioni;
  • Se disponibile un defibrillatore, utilizzarlo secondo la procedura standard;
  • Continuare la Rianimazione Cardio-Polmonare con sole compressioni e defibrillazione con DAE, se indicata, fino all’arrivo dell’ambulanza, seguendo le istruzioni pre-arrivo della centrale operativa.

L’uso precoce di un defibrillatore aumenta significativamente le probabilità di sopravvivenza della persona e non aumenta il rischio di infezione.

Rianimazione Cardio-Polmonare Bambini

Nei bambini è improbabile che l’arresto cardiaco sia causato da un problema cardiaco, mentre è più probabile che sia legato ad un problema respiratorio.
Per questo motivo, la Rianimazione Cardio-Polmonare completa con compressioni toraciche e ventilazioni rimane fondamentale per aumentare le possibilità di sopravvivenza.
In ogni caso, è importantissimo agire rapidamente, chiamando il 118/112, per garantire che il bambino riceva immediatamente il trattamento di cui ha bisogno.
Pur ammettendo che eseguire le ventilazioni di soccorso può aumentare il rischio di trasmissione del virus al soccorritore (ma anche al bambino, nel caso in cui il soccorritore sia infetto, ma asintomatico), va considerato che questo rischio è molto più basso rispetto alla morte certa del bambino in caso non si intervenga con la Rianimazione Cardio-Polmonare.
Se infatti un bambino non respira normalmente e non viene intrapresa alcuna azione, il suo cuore si fermerà definitivamente esitando in arresto cardiaco.

In caso di un bambino in arresto cardiaco con sospetta o accertata infezione COVID-19, si raccomanda di eseguire la Rianimazione Cardio-Polmonare completa con compressioni toraciche e ventilazioni e seguendo questo algoritmo:

  • Valutare la coscienza scuotendo e chiamando la vittima;
  • Valutare il respiro guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale; se necessario, avvicinare il proprio volto a quello della vittima per percepire rumori respiratori;
  • Chiamare il 112/118 per ricevere assistenza dall’operatore di centrale segnalando il sospetto che si tratti di paziente con infezione da COVID-19;
  • Seguire le indicazioni dell’operatore di centrale;
  • Se la vittima non è cosciente e non respira o non respira normalmente, iniziare con cinque ventilazioni e proseguire con 30 compressioni toraciche alternate a due ventilazioni, mettendo le mani al centro del torace con frequenza di 100-120 min.;
  • Se disponibile un DAE, utilizzarlo secondo la procedura standard.

In entrambi i casi di Rianimazione Cardio-Polmonare su adulti e bambini:

  • Continuare la RCP e defibrillazione con DAE, se indicata, fino all’arrivo dell’ambulanza, seguendo le istruzioni pre-arrivo della centrale operativa.
  • Se il soccorritore ha accesso a dispositivi per la ventilazione senza contatto diretto (maschera tascabile), è ragionevole utilizzarli.
  • Al termine della Rianimazione Cardio-Polmonare, tutti i soccorritori devono lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone o con gel per le mani a base di alcool.
  • Si raccomanda, inoltre di lavare gli indumenti appena possibile.
  • Si raccomanda di prendere contatto con le autorità sanitarie per ulteriori suggerimenti (Uffici di Igiene di riferimento della propria AUSL, medico di base, numeri telefonici dedicati, ad es. 1500).

Raccomandazioni Italian Resuscitation Council per Rianimazione Cardio-Polmonare da parte degli operatori sanitari in caso accertato o sospetto di Covid-19

Queste raccomandazioni sono rivolte ai soccorritori professionali che si trovino nella situazione di dover gestire un arresto cardiaco improvviso in un soggetto con sospetta o accertata infezione da Sars-Cov-2 (Covid-19) sia in ambito intra-ospedaliero che extra-ospedaliero.

  • Identificare in anticipo i pazienti a rischio di arresto cardiaco, in modo da adottare tutte le misure appropriate per prevenire l’arresto cardiaco ed evitare l’esecuzione di una Rianimazione Cardio-Polmonare non protetta.
  • Indossare i Dispositivi di Protezione Individuali (la mascherina facciale deve essere almeno di livello FFP2, preferibilmente FFP3).

I Dispositivi di Protezione Individuali rappresentano il requisito minimo di sicurezza per le seguenti manovre: valutazione iniziale del paziente, esecuzione delle compressioni toraciche, monitoraggio del ritmo elettrocardiografico e gestione delle vie aeree.

La necessità di indossare un Dispositivi di Protezione Individuali può ritardare l’inizio della Rianimazione Cardio-Polmonare, ma la sicurezza degli operatori è fondamentale.

È possibile ridurre questo ritardo modificando le procedure organizzative, ad esempio con la disponibilità di kit Dispositivi di Protezione Individuali sui carrelli di rianimazione e nei mezzi di soccorso, ed anche con la formazione al loro utilizzo.

In assenza di una corretta dotazione Dispositivi di Protezione Individuali, il soccorritore si sottopone a un rischio significativo di infezione: di conseguenza, se non si dispone di Dispositivi di Protezione Individuali adeguati, si raccomanda di iniziare la Rianimazione Cardio-Polmonare con le sole compressioni toraciche, anche nell’arresto cardiaco con presunta causa ipossica.

Di seguito la procedura che si raccomanda seguire:

  • Confermare l’arresto cardiaco valutando l’assenza di segni di vita e l’assenza di respirazione normale ma evitando il contatto con la faccia e la bocca del paziente. Non eseguire la manovra “Guarda, Ascolta, Senti” (GAS) con l’orecchio e la guancia vicino alla bocca del paziente. Si può valutare la presenza di un polso carotideo, se addestrati a farlo. In caso di dubbi sulla diagnosi di arresto cardiaco, iniziare le compressioni toraciche fino all’arrivo del team di rianimazione (intra-ospedaliero o mezzo sanitario avanzato o ALS se arresto extra-ospedaliero).
  • Iniziare la Rianimazione Cardio-Polmonare con le sole compressioni toraciche e monitorare il ritmo cardiaco del paziente il prima possibile (nel bambino, iniziare la Rianimazione Cardio-Polmonare standard con compressioni toraciche e ventilazioni di soccorso!). Evitare la ventilazione bocca a bocca e/o l’uso di maschere tascabili. Se il paziente sta già ricevendo ossigenoterapia supplementare tramite maschera facciale, lasciare la maschera sul viso del paziente durante le compressioni toraciche.
  • Il personale di reparto, se già dotato di Dispositivi di Protezione Individuali, può aiutare ad eseguire le compressioni prima dell’arrivo del team di rianimazione.
  • Defibrillare rapidamente se indicato; il ripristino precoce della circolazione, infatti, può evitare la necessità di supporto avanzato delle vie aeree e la ventilazione.
  • La ventilazione deve essere eseguita con la tecnica per la quale si è ricevuta una formazione adeguata. Per la maggior parte degli operatori sanitari ciò significa utilizzare la cannula orofaringea e la ventilazione con maschera e pallone a due soccorritori.
  • Una volta arrivati, i membri del team di rianimazione (intra-ospedaliero o del mezzo sanitario avanzato o ALS se arresto extra-ospedaliero) devono indossare i Dispositivi di Protezione Individuali prima di intervenire per continuare le manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare in corso.
  • La gestione avanzata delle vie aeree con dispositivi sopraglottici o intubazione tracheale deve essere eseguita solo da personale esperto e adeguatamente protetto, secondo un protocollo di intubazione rapida che riduca la possibilità di creare aerosol dalle vie aeree del paziente (vedi raccomandazioni SIAARTI di seguito). Se si decide di proseguire con l’intubazione orotracheale, ove possibile e rapidamente disponibile, si raccomanda di procedere con utilizzo di video laringoscopio per ridurre il contatto ravvicinato con le vie aeree della vittima (vedi raccomandazioni SIAARTI).
  • I pazienti possono avere un arresto cardiaco causato direttamente dall’infezione da COVID-19 e/o da una malattia coesistente. È importante tentare di identificare e trattare le eventuali cause reversibili (ad es. una ipossiemia grave) prima di valutare l’interruzione della Rianimazione Cardio-Polmonare.
  • Al termine della Rianimazione Cardio-Polmonare, smaltire o pulire tutte le apparecchiature utilizzate durante la Rianimazione Cardio-Polmonare secondo le raccomandazioni del produttore e le linee guida locali. Assicurarsi di non lasciare sul letto del paziente e/o sul cuscino nessuno strumento utilizzato per la gestione delle vie aeree, es. laringoscopio, aspiratore, cannula, ma di riporli nei contenitori adeguati (laringoscopio) e/o smaltirli nei contenitori dei rifiuti appropriati (aspiratore, cannula).
  • Al termine della Rianimazione Cardio-Polmonare, rimuovere e smaltire tutti i Dispositivi di Protezione Individuali con attenzione, seguendo le linee guida locali, al fine di evitare auto-contaminazione. Lavare accuratamente le mani con acqua e sapone e/o con gel per le mani a base di alcool.

Le procedure RCP e l’impiego dei dispositivi DPI può essere soggetta a modifiche e evoluzioni, al fine di mettere maggiormente in sicurezza gli operatori e al tempo stesso massimizzare l’efficacia delle manovre di soccorso. E’ pertanto consigliato seguire con attenzione nuove disposizioni e raccomandazioni pubblicate sui siti istituzionali e principali fonti di riferimento in ambito RCP.

Fonte:
IRChttps://www.ircouncil.it/per-sanitari/coronavirus/
IRChttps://www.ircouncil.it/per-il-pubblico/coronavirus-2/

Siti di informazione ufficiali:
Ministero della Salutehttp://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus
Istituto Superiore di Sanitàhttps://www.iss.it/coronavirus



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Corso RSPP e aggiornamenti obbligatori

Secondo quanto espressamente previsto all’art. 34 del testo unico 81, ciascuna impresa deve provvedere, per il tramite del datore di lavoro, all’organizzazione del servizio di prevenzione e protezione individuando le figure professionali da destinare a tale tipologia di attività e assegnando loro incarico formale.


La persona cui viene affidata la responsabilità del servizio prende il nome di RSPP – Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.

Presuppone competenze tali da poter orientare in modo appropriato scelte e interventi in materia di sicurezza sul lavoro. Un ruolo di assoluta responsabilità e decisamente gratificante per l’importanza dei compiti affidati e le competenze necessarie per poter esprimere al meglio quanto previsto e richiesto. Non a caso Il datore di lavoro deve individuare la figura cui assegnare tale compito nel pieno rispetto dei criteri come richiamati nell’art. 32 del testo unico e non può delegare tale compito a nessun altro, come previsto dall’art. 17 del testo unico 81/08.

Quando nominarlo

La nomina dell’RSPP è uno degli obblighi diretti del datore di lavoro (art. 17 del t.u. 81) e avviene mediante predisposizione e firma di apposito modulo di designazione. Il citato documento verrà custodito in azienda unitamente al Documento di Valutazione dei Rischi.
La scelta del RSPP può essere fatta sulla base di tre criteri a seconda del contesto aziendale.

  1. RSPP Interno:
    a. Viene individuata una figura interna all’azienda in possesso dei requisiti professionali richiesti a cui assegnare il compito di RSPP.
  2. RSPP Esterno:
    a. Il datore di lavoro individua e assegna la funzione di RSPP ad un consulente esterno in possesso dei requisiti di legge.
  3. RSSP Datore di lavoro:
    a. Secondo quanto previsto all’art. 34 del testo unico 81 il datore di lavoro può svolgere direttamente la funzione di RSPP. Tale prerogativa viene riconosciuta solo per determinati settori e in base al numero degli addetti.
    Non è possibile nominare più di un RSPP per ciascuna azienda. Tuttavia, per le realtà strutturate e di grandi dimensioni è prevista la possibilità di affiancare in supporto quelli che vengono definiti ASPP, ovvero “Addetto al Servizio Prevenzione e Protezione”, previa partecipazione ad appositi percorsi formativi.

Cosa comporta la mancata nomina del RSPP?

L’art. 55 del Testo Unico 81 prevede per il datore di lavoro che non ottempera a quanto previsto dall’art. 17 e dall’art. 34 le seguenti sanzioni:
• arresto da 3 a 6 mesi;
• ammenda da 2.500,00 a 6.400,00 euro.

Compiti del RSPP e Funzioni del Servizio di Prevenzione e Protezione

In qualità di consulente del datore di lavoro il suo compito è quello di assicurare che tutte le misure idonee a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro siano presenti e osservate.
I suoi compiti sono compiutamente definiti dall’art. 33 del D.Lgs. 81/08. In particolare:

  • individuare e valutare i fattori di rischio;
  • individuare le misure per la sicurezza idonee per gli ambienti di lavoro in base alla normativa;
  • elaborare e controllare l’applicazione delle misure protettive e preventive di cui all’art. 28 (Valutazione dei rischi);
  • partecipare alla redazione del DVR;
  • elaborare le procedure di sicurezza per tutte le attività aziendali;
  • proporre programmi e percorsi di formazione e informazione dei lavoratori;
  • partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza;
  • partecipare alla riunione periodica prevista dall’art. 35;
  • informare i lavoratori dei rischi aziendali secondo quanto stabilito nell’art. 36.

Requisiti per il conseguimento della qualifica di RSPP

Atteso l’importanza e la delicatezza dei compiti affidati al RSPP non è possibile prescindere da un’attenta valutazione delle competenze e delle qualifiche necessarie per lo svolgimento di tale incarico. L’articolo 32 del testo unico 81 da chiare indicazioni riguardo i requisiti che la figura preposta a tale funzione deve possedere.
In particolare:

  • titolo di studio non inferiore al diploma di scuola secondaria o comprovata esperienza nei compiti da RSPP per almeno 6 mesi dalla data del 13 agosto 2003 (in assenza del titolo di cui sopra);
  • attestato di partecipazione al corso per il conseguimento della qualifica di RSPP da aggiornare ogni 5 anni.


Iter formativo RSPP

L’accordo Stato-Regioni siglato in data 7 luglio 2016 stabilisce al suo interno oltre ai requisiti richiesti per candidati e docenti anche la struttura dei corsi e la durata dei rispettivi moduli A, B e C.

MODULO (DURATA) DESCRIZIONE
Modulo A (28 ore) Modulo base propedeutico agli altri
Modulo B (48 ore) Corso di specializzazione per la formazione in un determinato settore
Modulo C (24 ore) Corso di specializzazione su rischi psicosociali, ergonomici e organizzativi

Riguardo il modulo B, alcuni settori possono richiedere una formazione specifica aggiuntiva in ragione dei rischi specifici connessi alle attività svolte.
Il conseguimento della qualifica di RSPP è subordinato al completamento dei tre moduli e a al superamento dell’esame di valutazione finale.
Non è richiesto il modulo C per il conseguimento della qualifica di ASPP.

Corsi di Aggiornamento obbligatori per RSPP

La qualifica di RSPP va regolarmente aggiornata ogni 5 anni tramite corsi di aggiornamento di minimo 40 ore.

I corsi RSPP non sono presenti in calendario, ma vengono organizzati su richiesta.
Se avete necessità di effettuare corsi RSPP o aggiornamenti periodici RSPP per la vostra azienda e i vostri collaboratori, contattateci .

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Aggiornamento corsi di formazione HS Academy e promo Early Booking

In seguito all’emanazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 e successive disposizioni, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, i corsi di formazione sono stati prontamente sospesi.

Nel rispetto e nella piena tutela della salute dei nostri clienti, delle nostre famiglie, di noi stessi e della collettività e in ottemperanza al DPCM sopra citato, a partire dal 9 marzo al 3 aprile 2020 sono state sospese tutte le attività formative organizzate da HS Academy presso tutte le sedi.

La data del 3 aprile potrebbe tuttavia subire delle proroghe, vista la situazione di emergenza nazionale e internazionale, che ha visto portare la diffusione del virus a Pandemia e che prosegue nella crescita dei contagi registrati.

La formazione nell’ambito della sicurezza, oltre che obbligatoria in molti contesti professionali e aziendali, è di estrema importanza.

Al fine di gestire al meglio il calendario dalla riattivazione dei corsi, HS Academy applicherà una scontistica del 20% per tutti coloro che si iscriveranno a uno dei corsi di formazione a calendario.

Tale scontistica sarà applicata anche per coloro che sono già iscritti e hanno versato la caparra per uno dei nostri corsi. Gli interessati dovranno farne richiesta a mezzo email a info@hascademy.it.

Al momento abbiamo già un calendario molto articolato fino al 2021 inoltrato.


Ricordiamo i corsi attualmente in programma:

  • Corso istruttori Antincendio
  • Corso addetti Antincendio Basso Rischio
  • Corso addetti Antincendio Medio Rischio
  • Corso addetti antincendio Alto Rischio
  • Corso Primo Soccorso DL 288 del 2003
  • Corso gestione MAXIEMERGENZE
  • Corso BLSD per laici
  • Corso BLSD per sanitari
  • Corso Istruttori BLSD
  • Corso PTC/PHTC Pre-Hospital Trauma Care Base
  • Corso PTC/PHTC Pre-Hospital Trauma Care Avanzato
  • Corso ALS Advanced Life Support
  • Corso Accesso Venoso Ecoguidato PICC e Midline
  • Corso ECO FAST – Ecografia in Urgenza
  • Corso Lettura ECG Base

HS Academy è attiva con corsi di formazione di primo soccorso, emergenza/urgenza e sanitaria su tutto il territorio nazionale.

Sono già in programma corsi a Torino, Roma, Milano, Venezia Mestre, Bologna, Messina, Bojano (CB), Catania, Bari, Padova, Palermo, Lecce, Perugia, Verona, Genova, Napoli, Pescara, Vicenza, Firenze e molte altre città.

Le date potranno subire delle variazioni in ragione dell’emergenza e delle disposizioni emanate dalle autorità.

Un vantaggio economico per tutti e al tempo stesso una migliore programmazione e calendarizzazione di corsi, in un momento particolarmente complesso.

Vedi il calendario corsi https://vknp0r50cz6.c.updraftclone.com/calendario-eventi/ e iscriviti alla pagina https://vknp0r50cz6.c.updraftclone.com/iscrizione/.

Sono in fase di studio anche soluzioni di formazione a distanza, seguici per essere sempre aggiornato!

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Testimonianza: il giorno dopo al corso BLSD soccorre una persona in arresto cardiaco

Oggi pubblichiamo una testimonianza ricevuta da una persona che ha effettuato nei giorni scorsi un corso BLSD con HS Academy:

Sono la signora Donata.


Vivo a Bologna e lavoro nello Studio Bellanti a Carpi.
Venerdì 7 febbraio abbiamo conseguito il corso di BLSD con un operatore efficiente, preparatissimo, con una passione enorme per quello che ci stava trasmettendo.


Sabato 8 febbraio tra le 16/17 stavo passeggiando con il mio fidanzato in via Ugo bassi a Bologna, nel primo pezzo. Ad un certo punto vediamo una folla enorme in cerchio, io avevo pensato al solito gruppo che suonava quando ad un certo punto il mio fidanzato sente urlare una voce maschile che chiede un intervento BLSD. La persona che ha chiamato stava già effettuando il massaggio cardiaco.


Mi sono avvicinata dicendo che avevo appena conseguito il corso ed ero lì per aiutarlo, chiedendo cosa stesse succedendo e, sempre mentre faceva il massaggio, mi ha chiesto di accertarmi ci fosse il battito.


Cosa che ho fatto in primis dal polso ma molto difficile, poi dalla carotide, dove per alcuni secondi non si sentiva nulla.


Intanto l’altro ragazzo non ha mai smesso il massaggio (ovviamente avevano già chiamato l’ambulanza), per fortuna pochi minuti dopo aver risentito la pulsazione ho iniziato a sentire un rantolo.


È arrivata l’ambulanza, io mi sono immediatamente spostata lasciando tutto lo spazio necessario ai medici.


Devo dire che mi ha molto provata questa esperienza.. per 2 motivi.


Uno perché speri davvero di non trovarti mai davanti ad una situazione del genere.


Poi ho avuto un senso di colpa verso il paziente perché avevo lasciato a casa la mascherina.. e quindi mi sono sentita pronta per metà..


Alla sera nel ripensare al tutto ho avuto una risata isterica pensando alle parole del nostro bravissimo operatore: “è abbastanza difficile trovare una situazione così, non so neanche io la sensazione che si proverebbe.. ”


A distanza di poche ore mi sono trovata ad affrontare realmente una situazione gravissima.


Mi permetto di fare una precisazione.


BISOGNA SEMPRE PRESTARE MOLTA ATTENZIONE A QUELLO CHE TI VIENE DETTO A QUESTI CORSI MA BISOGNA PRESTARE ANCORA PIÙ ATTENZIONE ALLA PRATICA E SE SI HANNO DEI DUBBI SULLE MANOVRE ESPORLE SEMPRE.


Noi venerdì abbiamo avuto il Signor Paolo come istruttore. Non si è allontanato da ognuno di noi finché non ha visto eseguire le giuste compressioni e insufflazioni…

Grazie davvero per tutto.
Buona giornata
Donata

Donata – Carpi (Modena)

Nessuno di sa cosa gli riserva il futuro.


Ciascuno di noi, anche la persona più preparata, non vorrebbe mai trovarsi ad affrontare un arresto cardiaco.


Tuttavia, essere preparato in caso di necessità può salvare la vita.


La vita di uno sconosciuto, la vita di un conoscente, la vita di un familiare.


Fare un corso BLSD ha un impatto personale e sociale enorme, che rimarrà per sempre come grande esperienza e bagaglio personale.

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Scontro durante partita di calcio: ragazzo in arresto cardiaco salvato sul campo

Il fatto è accaduto a Piraino, comune della Sicilia con circa 4.000 abitanti.


Durante una partita di calcio del campionato allievi tra Tyrrenium Gioiosa e Mistretta, due ragazzi si scontrano picchiando anche la testa.


I ragazzi cadono a terra, ma uno di loro non si rialza.


Ha perso i sensi, è in arresto cardiaco.


Ha assistito alla scena il dirigente del Mistretta, Dino Pispicia, infermiere in pensione (ex radiologo).

Compresa a gravita della situazione si è precipitato dal ragazzo, ha verificato che si trattava di un arresto cardiaco, ed ha prontamente avviato le manovre di primo soccorso, praticando la rianimazione cardio-polmonare (RCP), assistito anche da una donna.


Grazie al rapido intervento e a manovre molto efficaci, il cuore del ragazzo ha ripreso a battere, ed il giovane calciatore ha ripreso conoscenza.


Il ragazzo, di 15 anni, è stato in seguito trasportato all’ospedale “Barone Ignazio Romeo” di Patti (Messina) , dove sono stati eseguiti accertamenti, il cui esito è l’assenza di danni celebrali dovuti all’ipossia a conseguenza dall’arresto cardiaco.


Come sempre una buona RCP salva la vita
.


Fare un corso BLSD consente di accorciare i tempi per identificare in tempi rapidi la situazione e le prime manovre di soccorso.


Nel caso di impiego del defibrillatore si avranno tempi di intervento più rapidi, risparmiando minuti preziosi, visto che il tasso di salvataggio cala del 10% ogni minuto.


Nel caso di rianimazione cardio-polmonare, non è semplice essere efficaci se non si ha esperienza oppure è molto che non viene fatta della pratica.


E’ necessario effettuare le manovre di rianimazione in funzione del soggetto (lattante, bambino, adulto), e comunque tarandole in funzione della corporatura. Una donna di 45Kg e un uomo di 95Kg avranno necessariamente bisogno di compressioni differenti.


E’ importante, in una fase così concitata, tenere con costanza il ritmo, la profondità delle compressioni, l’alternanza con le insufflazioni, etc… E questo talvolta anche per tempi prolungati.


Vedi il nostro calendario corsi BLSD e trova la data e la sede a te più comoda.


L’unico modo per fare una RCP efficace è essere formati, allenati e fare re-training periodici!

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Vittime delle proroghe dei DAE obbligatori nella PA: prof universitario muore a Monserrato – Cagliari

Venerdì 24 gennaio Gennaio 2020 un docente, il Prof. Alberto Nori, mentre si trovava all’interno della Cittadella Universitaria di Monserrato (Cagliari), è stato colto da arresto cardiaco improvviso (ACI).

Gli studenti presenti hanno immediatamente allertato i soccorsi del 118.

Una tutor presente in quel momento, ha chiesto di reperire un DAE, ma non ve ne erano.
E’ stato necessario correre al Policlinico Universitario per prendere il defibrillatore più vicino.


Anche negli altri Poli di UniCa mancano i defibrillatori, rendendo remota la possibilità l’applicazione del DAE entro i primi 10 minuti dall’evento di arresto cardiaco.

Reset UniCa conta quasi 2000 dipendenti tra docenti e personale amministrativo e bibliotecario dell’Università, ai quali vanno aggiunti poco più di 24.000 studenti.

E’ stata immediata la reazione di personale e studenti, che si è finalizzata con una petizione cartacea per chiedere al Rettore di acquistare un defibrillatore per ogni Polo universitario.

Sarà questa la prassi della PA fino al 31 Dicembre 2025, che salvo ulteriori proroghe, è il termine ultimo entro il quale la PA dovrà dotarsi obbligatoriamente di DAE?


Dovremo attendere atri decessi per mettere in moto meccanismi di acquisto di DAE prima dell’entrata in vigore dell’obbligo?


Ci auguriamo di no, tuttavia i segnali non sono rassicuranti.


Statisticamente in Italia ogni anno vengono registrati 1 decesso ogni mille abitanti ogni anno. Per l’ateneo di Cagliari, statisticamente parliamo di 25 potenziali casi ogni anno.


Esiste una soluzione: la prevenzione.


Preferibilmente applicata da subito, senza attendere i ritardi normativi.


Con l’impiego tempestivo del DAE potremmo salvare circa l’80% delle persone che ogni anno non sopravvivono all’arresto cardiaco.

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Neonato di 2 mesi in arresto cardiaco salvato con RCP da un agente

L’episodio si è verificato a Valencia, in Spagna, la sera domenica 16 febbraio.


Una madre ha iniziato a chiedere aiuto a gran voce perché il figlio, di soli 2 anni, aveva perso i sensi.


Non lontano si trovavano due agenti della polizia, che sono accorsi, constatando da subito la gravità della situazione.


Sono stati quindi allertati i soccorsi, ed uno dei due agenti, ha avviato le manovre di primo soccorso pediatriche apprese con i corsi PBLSD (Pediatric Basic Life Support and Defibrillation)


Dopo circa 20 minuti il neonato ha ripreso a respirare in maniera autonoma ed è stato trasportato in ospedale.

I medici hanno dichiarato che le sue condizioni sono buone, il piccolo rimarrà ancora qualche giorno in osservazione per sicurezza.


Il piccolo dovrà però rimanere in osservazione ancora per qualche giorno.


La Polizia spagnola attraverso i canali ufficiali online ha dichiarato: “salvare una vita è sempre gratificante, soprattutto quando si tratta di quella di un bambino. Il neonato di 2 mesi era in arresto cardiorespiratorio e uno degli agenti ha eseguito la manovra di rianimazione cardio polmonare. Dopo 20 minuti di rianimazione cardiopolmonare tutto è finito bene”.

Venti minuti di rianimazione cardio-polmonare non sono pochi. La percentuale di salvataggio da arresto cardiaco cala del 10% ogni minuto. Il fatto che il neonato abbia ripreso a respirare dopo circa 20 minuti, ed in seguito i medici abbiano disgnosticato il suo buono stato, significa che le manovre RCP sono state EFFIACI.

Solo con una adaeguata formazione e re-training periodici, è possibile mantenere standard elevati e poter esseere così efficaci, Questo, nell’mabito delle manovre di primo soccorso in caso di arresto cardiaco, fa la differenza.


Le competenze per il soccorso pediatrico da arresto cardiaco (per Laici) si acquisiscono con corsi di formazione PBLSD. HS Academy ha presente il modulo PBLSD (pediatrico) in tutti i corsi BLSD (adulto), erogati su tutto il territorio nazionale.
Vedi il calendario dei corsi BLSD/PBLSD e trova quello più vicino.

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Torino, studente del liceo in arresto cardiaco salvato a scuola grazie al defibrillatore

L’immediato intervento del personale della scuola e la scarica del defibrillatore sono risultati fondamentali per salvare la vita a uno studente del Liceo Giordano Bruno di via Marinuzzi a Torino.


Lo studente ha perso improvvisamente i sensi, immediati i soccorsi con l’inizio delle manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) e massaggio cardiaco.

Rapido anche il reperimento del defibrillatore, posizionato presso la palestra della scuola, e l’avvio delle manovre BLSD. Dall’applicazione degli elettrodi, accensione, analisi e erogazione della scarica.

Il cuore riprende a battere.

Contemporaneamente alla manovre di primo soccorso, è stato allertato il 112, che ha inviato subito una squadra sul posto, che trasportano in Pronto Soccorso lo studente.

Dal defibrillatore è stato estratto il tracciato cardiaco e consegnato ai medici del Pronto Soccorso e della Rianimazione del Giovanni Bosco.


Il 3 febbraio 2014, 6 anni fa, in una circostanza analoga, moriva Lorenzo Greco a 12 anni, colpito da arresto cardiaco improvviso (ACI) mentre si trovava all’interno dell’Istituto Agnelli.
In quella circostanza non era presente il defibrillatore.


La vita dello studente di Torino è stata salvata grazie alla formazione del personale scolastico e all’azione si sensibilizzazione e divulgazione della cardioprotezione dall’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Lorenzo Greco Onlus, che ha donato quel defibrillatore alla scuola nel 2016.


Oggi sono 510 i defibrillatori installati nelle scuole del territorio torinese, con oltre 6.000 persone formate e 28.000 cittadini e studenti ai quali gratuitamente viene insegnato come salvare una vita.


Per le Pubbliche Amministrazioni l’obbligo di installazione dei defibrillatori, inizialmente fissato entro il 31 dicembre 2022, sarà obbligatorio entro il 31 dicembre 2025 (è stato prorogato di tre anni!!!!).

In Italia nel 2019, gli studenti delle scuole (nido, materna, primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado) sono circa 8 milioni, mentre gli studenti universitari poco meno di 2 milioni.


In totale quindi in Italia abbiamo 10 milioni di studenti su 60 milioni di cittadini.


L’arresto cardiaco in Italia colpisce 1 persona ogni 1.000 abitanti.


Sempre statisticamente, il rischio di arresto cardiaco improvviso per gli studenti italiani è di cerca 10.000 casi ogni anno.


Quando si verifica un arresto cardiaco gli step prima di arrivare a un intervento risolutore sono:

  1. Riscontrare la perdita di coscienza e allertare i soccorsi
  2. Con il supporto remoto del 118 e/o in funzione delle proprie competenze, avviare le manovre di rianimazione cardipolmonare e massaggio cardiaco
  3. Reperire il defibrillatore più vicino, se disponibile, spogliare il torace del paziente, applicare le piastre, accendere il dae, attendere l’analisi cardiaca, erogare lo shock
  4. In seguito a queste operazioni arriveranno i soccorritori del 118
    Quanto tempo passa tra il verificarsi dell’arresto cardiaco e la chiamata al 118?
    Dai 2 ai 5 minuti in genere.
    Quanto tempo passa prima dell’arrivo dei mezzi del 118?
    Molto raramente entro 10 minuti.

Per salvare una vita da arresto cardiaco senza conseguenze si hanno solo 10 minuti, quelli più preziosi sono i primi 5, perché solo entro questo termine si possono evitare conseguenze date dalla ipossia celebrale.
Da oggi 6 febbraio 2020, al 31 dicembre 2025, mancano poco meno di 6 anni.
Gli studenti a rischio sono circa 60.000.


Quali studenti avranno chance elevate di poter salvare la vita nel caso di arresto cardiaco a scuola?
Solo gli studenti che si trovano presso istituiti i cui responsabili hanno compreso il valore salvavita del defibrillatore e lo hanno installato, nel modo corretto, presso l’istituto.


Per modo corretto intendiamo: il n° di dae in funzione delle dimensioni del luogo, quindi distanza e tempo di raggiungimento dei dae, loro corretta segnalazione, stato di sostituzione dei consumabili (batteria e elettrodi), corretta conservazione (liquidi, polveri, caldo, freddo), stato della garanzia del dispositivo.


Per gli studenti che si trovano presso istituti non dotati di defibrillatore, il consiglio sensibilizzare i dirigenti scolastici, i rappresentanti degli studenti, i genitori, ma anche media locali e professionisti (medici, cardiologi), con la finalità di individuare il modo di acquistare e posizionare i defibrillatori.

Oltre alla presenza del defibrillatore, la capacità di comprendere la situazione rapidamente e attivarsi in modo naturale, riduce drasticamente i tempi e si riflette in manovre di soccorso più efficaci. Fare un corso BLSD è un’esperienza che farà per sempre parte del proprio bagaglio culturale e potrebbe rivelarsi davvero importante in caso di bisogno.

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Notifica di Arresto Cardiaco sull’APP, Volontario salva un uomo a Piacenza con il defibrillatore prima dell’arrivo dei soccorsi

Sabato 25 gennaio 2020, a Piacenza, un uomo di 65 anni è stato colpito da arresto cardiaco improvviso all’interno della sua casa.


A salvarlo, un volontario di Progetto Vita che transitava in prossimità dell’abitazione, che ha ricevuto sulla APP “DAE RespondER” installata sul suo telefono cellulare, la segnalazione di richiesta di soccorso in zona, per una persona colpita da arresto cardiaco, necessitante di manovre RCP e BLSD. Il volontario a quindi reperito e impiegato un defibrillatore presente in zona, prima dell’arrivo dei soccorsi.


L’APP “DAE RespondER” è stata sviluppata dal Sistema 118 con lo scopo di ridurre i tempi di intervento nel caso di arresto cardiaco.


L’APP è integrata con la Centrale Operativa del 118. Quando si verifica un Codice Blu (arresto cardiaco, con conseguente necessità manovre di rianimazione cardio-polmonare e il pronto impiego del defibrillatore), il sistema invia l’alert anche alla APP. Gli utilizzatori dell’APP in prossimità dell’evento potranno quindi attivarsi, con tempi più rapidi dei soccorsi, per le prime manovre di soccorso e se disponibile impiegando precocemente il defibrillatore.


In questi casi i minuti sono preziosi, la possibilità di salvare un soggetto colpito ad AC cala del 10% ogni minuto, ma il tempo a disposizione per poter salvare un soggetto senza conseguenze neurologiche date dalla mancanza di afflusso di sangue e ossigeno al cervello, è di soli 5 minuti. Tempi troppo brevi per una gestione efficace da parte dei mezzi del 118, che molto raramente possono riuscire a raggiungere il luogo e avviare il DAE con questa velocità.


La sensibilizzazione dei cittadini, la formazione di personale con corsi BLSD, l’impiego dell’APP dedicata sui telefonini, che ognuno di noi porta sempre con se, può fare la differenza.


L’associazione Progetto Vita, nella provincia di Piacenza ha già formato all’uso del defibrillatore oltre 50.000 cittadini, 10.000 studenti, 1.000 insegnanti, oltre a posizionare in modo distribuito sul territorio oltre 850 defibrillatori tra luoghi privati e pubblici.


Avevamo segnalato precedentemente anche un’APP similare sviluppata dall’AREU di Pavia, “SafetyGo”, che ha funzionamenti simili e gli stessi obiettivi.


L’augurio è che queste APP rimangano contenute come varianti, in modo da rendere più efficace la diffusione, gli sviluppi, gli aggiornamenti e quindi il potenziale salvavita di questi progetti.


La formazione di primo soccorso e dell’impiego del defibrillatore si dimostra sempre più importante nella nostra società.


HS Academy svolge con passione un ruolo importante, in qualità di formatore su tutto il territorio nazionale. Vedi il calendario corsi e località in programma, contattaci per maggiori informazioni.

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Malattie Cardiovascolari – Risposta dell’OMS (WHO)
Malattie Cardiovascolari - OMS Organizzazione Mondiale della Sanità

Le Malattie Cardiovascolari

Fonte World Health Organization https://www.who.int/en/news-room/fact-sheets/detail/cardiovascular-diseases-(cvds)

  • Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte a livello globale: ogni anno muoiono più persone a causa delle malattie cardiovascolari che per qualsiasi altra causa. Si stima che nel 2016 siano morte 17,9 milioni di persone a causa delle malattie cardiovascolari, pari al 31% di tutti i decessi globali. Di questi decessi, l’85% è dovuto a infarto e ictus. Oltre tre quarti dei decessi per malattie cardiovascolari si verificano nei Paesi a basso e medio reddito.
  • Dei 17 milioni di decessi prematuri (sotto i 70 anni) dovuti a malattie non trasmissibili nel 2015, l’82% è dovuto a malattie non trasmissibili nei Paesi a basso e medio reddito e il 37% è causato da CVD.
  • La maggior parte delle malattie cardiovascolari può essere prevenuta affrontando i fattori di rischio comportamentali come l’uso del tabacco, l’alimentazione malsana e l’obesità, l’inattività fisica e l’uso dannoso dell’alcol con strategie a livello di popolazione.
  • Le persone con malattie cardiovascolari o che sono ad alto rischio cardiovascolare (a causa della presenza di uno o più fattori di rischio come l’ipertensione, il diabete, l’iperlipidemia o malattie già accertate) hanno bisogno di una diagnosi e di una gestione precoci utilizzando, a seconda dei casi, consulenze e farm

Fatti salienti

Il piano d’azione dell’OMS,Organizzazione Mondiale della Sanità, tende all’adozione di misure che favoriscano la riduzione del fenomeno. Ad ogni modo la mortalità per arresto cardiaco non potrà mai essere evitata se non ridotta numericamente grazie alla prevenzione e alle manovre salvavita quali quelle apprese in occasione di eventi formativi BLSD.

Durante il corso imparano a riconoscere per tempo segni e sintomi di una malattia cardiaca e ad intervenire in tempo, nei pochi minuti disponibili, attraverso l’uso del defibrillatore (DAE/AED) e le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

Non a caso sono sempre più frequenti le notizie di cronaca che riportano come l’intervento di un astante e l’uso del defibrillatore, appreso in occasione di un corso BLSD, siano stati determinanti nel salvare una vita.